05 luglio 2017

Panino e Listino: SUCCEDE ANCHE AI MIGLIORI, E' SUCCESSO ANCHE A VASCO (Giovedì 6 Luglio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, avete visto la foto?
Come avrebbe detto il povero Paolo Villaggio, l'investimento in Chl è stato una cagata pazzesca!
Dopo Sopaf e Mps un altro scheletro si aggiunge al mio armadio, ma mentre nei due casi precedenti non si trattava di inadempienza o scarsa preparazione bensì di colossale inganno, in quest'ultimo caso la colpa è mia e solo mia e della mia testardaggine. Mia colpa mia colpa mia grandissima colpa.
Per come vedo io i mercati, sbagliano quelli che dicono di non innamorarsi di nulla, non siamo robot, per me la Borsa è anche romanticismo, un contorno che avvolge tutto quanto di lecito o illecito succede dentro la grande foresta incantata, tutti quelli che entrano nel labirinto sanno già che potrebbero uscire vincitori come non uscire mai. Ognuno di noi si innamora di qualcosa, negli anni novanta mi capitò con CIGA Hotels,Sopaf, Bipop e mi andò bene, così all'inizio della bolla andò benissimo con Seat e Tiscali, anche se ad essere sinceri in quel periodo chi sbagliava?
Come andò molto bene con tanti altri amori ora dimenticati, ma come sapete bene le guerre, anche quelle trionfali, non sono fatte di sole battaglie vinte. Prima di Vittorio Veneto ricordate sempre che ci fu Caporetto.
Su Chl che era una Caporetto o peggio un accerchiamento nello stile della battaglia di Maratona con conseguente fuga dei piccoli investitori spaventati, l'avevo capito quando andai alla presentazione di FarmaChl e dei nuovi prodotti, dopo aver assistito alla conferenza e alla prova del prodotto (una grande farsa preparata ad arte, probabilmente con l'uso di comparse) mi dissi, ma davvero può avere successo l'ossigeno terapia?
Peggio ancora dopo aver intervistato il presidente del gruppo il cui nome non voglio nemmeno pronunciare, la mia estrema sensibilità mi mise subito in guardia da una persona dall'aspetto e dallo sguardo poco affidabile, mi sentii come Pinocchio circondato dal gatto e la volpe, ma impersonati da un solo uomo.
Il mercato è fatto anche di queste frequentazioni, non è la Caritas, bisogna essere capaci ad evitare le trappole lungo il percorso degli investimenti, purtroppo questa volta sono caduto.
Avrei dovuto ascoltare quella voce, una volta ancora mi illusi, pensando alla piattaforma della società, mi illusi che potesse essere un oggetto di contesa per i grandi gruppi, e la distribuzione sparsa in tutta Italia che poteva fare comodo a qualche nuovo operatore non dotato di struttura fisica.
Un deal, era questa la mia illusione, Chl, una delle poche creature del Numtel capaci di sopravvivere allo sboom, sarebbe dovuta finire con un'Opa tra le braccia robuste di qualche Big capace di valorizzarla.
Ora è arrivata la notizia, sembra che la parola data dai soci di maggioranza non sarà mantenuta, il pensiero corre alla rabbia e alla delusione degli azionisti e di quelli che hanno creduto a quanto scrivevo. Gli errori fanno parte del mestiere, però sono duri da digerire.
Ora è da vedere cosa succederà, non è detto che finalmente qualcuno possa prendersi tutta la torta a prezzi stracciati.
Per quanto può valere mi scuso per questo grave errore, ben sapendo che tutto è sempre rimediabile, perché come diceva il grande Peter Lynch andare al ribasso ti permette di fare al massimo il 90% di guadagno mentre al rialzo il potenziale è infinito. Così è negli investimenti, bisogna essere consapevoli che non tutti gli investimenti possono andare bene, capitano anche i "cigni neri" o la collezione di scheletri nell'armadio, ma mentre in un eventuale fallimento si perde il 100% di quanto investito, sulle operazioni a buon fine come dimostrano i casi Clabo, Be e altri, il moltiplicatore è infinito. Ci riscatteremo.


Domani su Panino e Listino, sempre che a qualcuno ancora interessi, visto che secondo il Corsera i blog sono morti, troverete il consueto aggiornamento trimestrale delle "10 di Buddy Fox 2017".
 

29 giugno 2017

Panino e Listino: DEAD NASDAQ WALKING, ESTATE BOLLENTE (Giovedì 29 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Mi hanno detto che ho anticipato troppo, perchè sono ormai 2 mesi, da prima dell'elezioni di Macron che ripeto la mia visione al ribasso sulle borse. Ribasso, come correzione, intendo precisare per anticipare le critiche future.
SELL, l'ho scritto troppo presto? Ditelo a quelli che sono rimasti dentro la BOLLA Tecnologica del 2000, solo un anno dopo, non solo avrebbero preferito uscire molti mesi prima, ma addirittura non avrebbero voluto mai essere entrati. 
Il tempo è sì una variabile importante, ma anche il prezzo ha il suo peso. Succede sempre che quando entri al ribasso, basta una notizia, un piccolo rialzo per farti vacillare, il mondo è come prima, ma quando sei al ribasso sembra sempre che da un momento all'altro debba partire una nuova euforia e d'un botto Milano torna a 50.000.
"Mai dire ribasso" perchè il lettore ti perdona sempre una perdita quando è posizionato al rialzo e per un qualsiasi motivo la borsa crolla, ma mai, mai ti perdona se la perdita è perchè sei al ribasso e la borsa sale.
Su Panino e Listino in edicola oggi "Don't cry for me Argentina", la memoria del 2001 e la nuova vita con Macrì. Mi raccomando, prima di investire, una visita da Papa Francesco, può essere molto utile. E i "Matusalem Bond" i titoli di coda di questa grande e lunga BOLLA BOND.
Per finire, Nasdaq, ancora Nasdaq e Piazza Affari. Estate bollente?


LIBERO 15 Giugno 2017

La mattina del 10 Marzo 2000, l’indice Nasdaq toccò il livello di 5.132 punti per poi chiudere a 5.048, per molti fu un semplice ribasso, gli investitori di tutto il mondo erano sereni, pieni di fiducia per non dire euforici. Il mondo del risparmio era grato al Nasdaq per quanto aveva saputo regalargli, un sentimento granitico, resistente  anche alle prime picconate avvenute nei giorni successivi e che avevano portato l’indice a perdere il 35% in meno di due mesi. Una fiducia mantenuta a lungo, ogni tentativo di salita era motivo di speranza. Non avevano ancora capito che un mondo era finito, boom, la bolla era scoppiata, ma erano tutti sordi.

Pochi lo intuirono, in Italia Elserino Piol  e Francis Micheli, il venture capitalist sganciò in tempo Tiscali, la volpe di Piazza Affari piazzò E.Biscom e si comprò un veliero. Questi due geni oltre al talento avevano una cosa in più: l’esperienza, e la usarono nel miglior modo. L’avevano capito anche Blodget, Meeker e Quattrone, gli idoli di quell’epoca, non avevano l’età per l’esperienza, ma erano i direttori d’orchestra, servivano agli investitori carne guasta, facendola passare come di prima scelta.
La prima bolla è come la prima volta, non capisci nulla, non senti nulla, poi scoppia e  arriva la delusione e pensi che sia tutto marcio, brutto, inizi ad aver paura di ogni cosa. Il tempo poi passa e guarisce, molte volte cancella. Così si arriva a oggi, a prima di venerdì 9 Giugno, quando l’ode al Nasdaq era ripartita, un rialzo ininterrotto che invoglia a comprare senza chiedersi il perché. Finché arriva impietosa la correzione, maleducata, non avvisa mai per tempo. Ed ecco che il fantasma del 2000 si ripalesa. Bolla di nuovo? Se ti scotti con l’acqua calda, poi hai paura anche della fredda. Se può rassicurare, 17 anni fa seguendo il suo motto “non compro ciò che non conosco” Buffett rimase alla larga da quell’euforia, oggi le Apple invece le compra, e lo fa anche dopo un rialzo del 1.000%.
Lunedì 12 Giugno, mentre Amazon e Apple continuano a diversificare i loro affari, mentre Tesla si lancia nell’auto del futuro, una nuova asta di Bot in Italia viene assegnata a tasso negativo. Sicuri che la bolla sia in Silicon Valley?
PIAZZA AFFARI: obiettivo sempre 19.500. Se parte verso 22.000 non inseguirò, per me può andare. Io ti aspetto qua.
BE: attendo 0,80, senza patemi e senza fretta.
AMPLIFON: c’è chi insegue titoli che salgono anche del 400% tipo Safe Bag e poi si prende la randellata, e c’è chi come Tamburi che dopo aver pazientato qualche anno, ora che ha moltiplicato il capitale, vende e ringrazia. Quale modello operativo preferite?
NASDAQ:  fino a pochi giorni fa andare contro il Nasdaq era come scontrarsi con Ivan Drago, provavi lo short e facevi la fine di Apollo Creed. Ma venerdì da Goldman è arrivato il colpo alla Rocky. Ora il Nasdaq Ivan Drago è ferito ed ha paura.   Il volo del Nasdaq è entrato in una fase di grandi vuoti d’aria. Prepariamoci a un’Estate bollente. FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) sbang?
 

21 giugno 2017

Panino e Listino: PIOGGIA DI PIR PER UN'ESTATE BOLLENTE (Giovedì 22 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, vedo che nonostante le mie interminabili assenza, qualcuno a tener vivo questo piccolo blog c'è ancora.
Grazie, di questo vi sono grato.
La fedeltà merita incoraggiamento e merita lodi e premi.
Quello che posso fare è riportarvi uno dei miei ultimi pezzi, risparmiandovi il costo della carta e la ricerca di una delle ultime edicole presenti in questo Paese. Se poi quello che trovate scritto è anche utile, valutatelo voi.
Posso solo dirvi che in questo numero, molto speciale, c'è un grande ospite di prestigio, quantomeno nazionale.
Buona Estate. Sarà tutta da vivere.
Domani su Panino e Listino l'Italia che ha rischiato il 1929 e ovviamente i temi operativi per l'Estate bollente. Solo per i guerrieri, i coraggiosi che ancora vanno a caccia nelle edicole calpestando l'asfalto incandesciente.

LIBERO 25 Maggio 2017

L’effetto Pir a Piazza Affari è paragonabile alla Pianura Padana irrigata dal Mississippi.

Alessandra Gritti, un fiore gentile nell’aspetto, appena apre bocca è una centrale termonucleare di idee e di sapere. Sui Pir è fulminea, sono una grande occasione, ma senza un aumento dell’offerta (incremento delle società quotate) si rischia di trasformare l’opportunità  in un episodio di euforia effimera.
Alessandra Gritti (AD di Tip) esperta del settore moda, o meglio grande conoscitrice del settore lusso, il fiore all’occhiello dell’Italia, che in borsa è ben rappresentato da Moncler, Ferrari, Ferragamo, aziende che Lei considera un “Unicum”, uniche nel loro genere. L’aristocrazia di Piazza Affari, un settore molto sottovalutato, incompreso dagli investitori le cui stime continuano a rimanere prudenti. Questo accade, dice la Gritti, perché gli analisti usano ancora “metodi antichi” di valutazione. Pensate al calcio oggi, una Juventus in Champions, con stadio di proprietà, vale molto di più di un pur prestigioso Milan che è fuori dalla coppa e non ha lo stadio. La Juve è un “Unicum” nel calcio italiano, così  Moncler dovrebbe avere valutazioni da griffe mondiale. Gli analisti si dovranno ricredere, ma i prezzi saranno già molto più su.  Purtroppo le scarse valutazioni sono anche un problema di pregiudizio stantio nei confronti dell’Italia, un’etichetta che Tip sta cercando di cancellare. I Pir, se usati bene, potrebbero dare il colpo di spazzola.   
Avete presente cosa potrebbe accadere se al posto del Po, nella Pianura Padana ci fosse il Mississippi? I campi, invece che beneficiarne, si allagherebbero. Bisogna aumentare il terreno coltivabile, tradotto bisogna aumentare l’offerta. Non commettiamo lo stesso errore fatto con il Numtel nel 2000.


Quella dei PIR per Milano è l’occasione  per una bella smacchiata, e per trasformare la paura della Brexit in un’opportunità.


PIAZZA AFFARI: lo ripeto, un conto sono le coperture, un conto sono i singoli titoli che sono la maggioranza del portafoglio. Sugli indici io resto short.
TAMBURI INV: abbiamo la nostra Berkshire, manca solo il weekend a Omaha (nel nostro caso in una città italiana). Non sapete dove investire? Lasciate perdere i fondi, comprate Tip, avrete un portafoglio diversificato che comprende il meglio dell’Italia. Tip, il migliore amico dei propri azionisti, un investimento a 5 anni ha dato un ritorno medio del 50% annuo. Un amico che vale un tesoro.
CLABO: promessa mantenuta, ho trovato la nostra Gefran! +520% da inizio anno +280% dal mio prezzo d’acquisto. Abbiamo bruciato tutte le tappe. Ora, i cassettisti devono tenere, ben sapendo che faremo su e giù ampi, chi vuole portare a casa per comprare più basso, ci pensi. A questi prezzi non si compra.
DIGITAL M: l’altra nostra perla. Bel cadeau il warrant. La tentazione di vendere, dopo un +200% in 4 giorni è grande. Il mercato è diabolico, ma si deve resistere e aspettare la gallina.
ECOSUNTEK: qui il PIR rischia di diventare doping. Occhio che a questi prezzi volano gli sberloni.
 


31 maggio 2017

Panino e Listino: ALLEGRI, ARRIVA LA CHAMPION, L'UNICA COPPA CHE CONTA (Giovedì 1 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Tutto pronto per la finale tra Juventus  e Real Madrid. La Finale. Tutti pronti, anche la paura, visto che le autorità hanno deciso, come atto di prevenzione, di chiudere il tetto del leggendario Millennium Stadium di Cardiff. Abbiamo costruito un altro muro, non vi sembra? La strada è tracciata da tempo, dalle dichiarazioni di Orban e sembra trovare freni e ostacoli, l'unica soluzione, come protezione, sembra essere quella di chiudere, tutto quello che sta fuori non mi interessa. Tanto c'è internet, tanto c'è Facebook.
Come dicevo, ecco la finale di Champions League, quella che io ancora preferisco chiamare Coppa Campioni, l'unica coppa che in questo calcio innaffiato dal denaro e dal professionismo e dalle parite Iva aziende, conta ancora più del vil denaro.
Guardate cos'ha fatto l'Inter.
A Milano è una voce che si ripete ovunque, dal bar alle edicole, quelli lì hanno fatto di tutto per vincere il "ciapa no".
È la sponda nerazzurra che parla infuriata, si lamenta della propria squadra, l'Inter, che ha fatto di tutto per perdere e non qualificarsi all'Europa League. Vogliono fare le vacanze lunghe, poverini.
Un atteggiamento ridicolo dei giocatori, un atteggiamento che ha umiliato l'allenatore Pioli e deluso la tifoseria.
In realtà, se la ricostruzione è vera, lo scopo era un altro, rinunciare alle qualificazioni per l'Europa League, per potersi concedere il tour in Cina. Risultato? Meno partite, maggiori incassi.
Sapete cosa vuol dire tutto questo?
Che i trofei e le coppe, il traguardo di ogni atleta, oltre al motto della partecipazione (ieri) e della salute fisica (oggi), è oggi appannato, cancellato se non oscurato dal tintinnio e dal luccichio dei soldi.
Solo una coppa interessa, quella dei campioni, il resto è ferraglia, molto meglio gli assegni a 7/8 zeri.
Una volta la competizione si fondava sulla conquista di un trofeo, qualunque fosse o del piazzamento, ora conta solo incassare, anche giocando dove il calcio non ha estimatori.
A questo punto mi chiedo, nelle bacheche e nell'albo d'oro di domani, cosa metteremo?

Domani su Panino e Listino le tentazioni di Borsa, dell'AIM e l'effetto Pir. La borsa spiegata bevendo una birra.
E poi, molti, molti temi operativi. Ne valeva la pena stare in Borsa, avete visto, ne valeva la pena per rivedere questo spettacolo.

24 maggio 2017

Panino e Listino: PIU' PIR PER TUTTI (Giovedì 25 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Più Pir per tutti" è lo slogan ironico di Panino e Listino ormai da molte settimane. 
I Pir, un'iniziativa travolgente, che com'era nelle carte sta avendo effetti euforici ed esagerati un po' ovunque. Dove passa il Pir, l'erba cresce istantanea. I Pir devono ancora essere seminati che in giro si vede una fioritura da Primavera intensa. Sarà fioritura di tulipani?
Di Pir credo di aver già scritto abbastanza, sia in modo tecnico, sia qua e la, un richiamo su diversi titoli. Ma se c'è ancora qualcuno che non conosce o non ha mai sentito parlare del fenomeno, ecco qui l'articolo della scorsa settimana pubblicato su Libero.
Panino e Listino di domani, neanche a drilo, ancora PIR. E che due palle, direte, se c'è ancora qualcuno che legge Panino e Listino.
Attenzione ai giudizi avventati, domani i Pir saranno affrontati da qualcuno che ha un'esperienza a Piazza Affari valutata in decenni. 
E poi, titoli scoppiettanti. E poi non dite che non vi avevo avvisato per tempo sul Luna Park dei titolini.
Bisogna essere matti per comprare ora, o forse no?
La festa è ancora all'inizio, pause correzioni permettendo. 

LIBERO 18 Maggio 2017

“Più Pir per tutti” il sarcasmo di Alex Drastico trasferito alla finanza, è ormai da molte settimane lo slogan di Panino e Listino. Perché i Pir sebbene ancora poco conosciuti al grande pubblico hanno tutti i requisiti per diventare il re di denari dei portafogli italiani. Sicuramente fino a oggi lo sono stati per le pmi quotate a Milano, un baccanale rialzista che ha scatenato l’appetito di trader e addetti ai lavori. Ma cominciamo dal principio, cosa sono i Pir? In sintesi Piani individuali di risparmio,  introdotti dall’ultima legge di bilancio, uno strumento per canalizzare il risparmio degli italiani verso le imprese italiane. Ogni singolo sottoscrittore ha l’obbligo di mantenere l’investimento per 5 anni, con un importo annuo di massimo 30 mila euro, fino a un totale di 150. In cambio, oltre al potenziale guadagno, oltre a favorire le imprese nazionali, di sicuro per l’investitore ci sono gli abbattimenti fiscali: niente tasse su capital gain, dividendi, successioni e donazioni.
Secondo alcuni gestori con i PIR vincono tutti i protagonisti: vince lo Stato, le aziende, i risparmiatori e gli intermediari. Gli operatori del settore alzano già l'asticella della raccolta, le stime iniziali erano troppo prudenti, dicono, i numeri fino a oggi sono travolgenti.
Si deve fare in fretta, chi prima arriva meglio alloggia. Perché sui mercati tutto si trasforma in una moda, e anche le migliori intenzioni spesso degenerano. Per cui non mi stupirei se i benedetti PIR di oggi, un giorno lontano si trasformassero in quei maledetti.
Il fenomeno PIR a me ricorda tanto l’arrivo in Italia dei Fondi d’Investimento a metà anni ’80, fu il turbo per la nostra borsa. L’indice Comit (la memoria storica) in soli 2 anni passò da 200 a 900 punti. Paragone azzardato?
A questo punto faccio io una proposta al governo: perché non dimezzare o eliminare temporaneamente il capital gain sulle azioni? Una tassa che si è rivelata improduttiva. Insieme ai Pir sarebbero il QE made in Italy, un ricostituente efficace per far tornare a splendere Piazza Affari, un luogo per troppo tempo coperto di polvere e dolore.

PIAZZA AFFARI: e dopo una giornata così, in un mondo finanziario assalito dal Fintech, con chi te la prendi? Dove trovare conforto? In un algoritmo? Ah, per fortuna c’è sempre Panino e Listino!
L’Orso ha graffiato, ora fa male. Al di la dei colpi di coda e reazioni al rialzo a breve, il solco è tracciato. A 20.200 sarà una bella battaglia.
WALL STREET: sono passati 6 mesi circa dall’elezione di Trump, la domanda che vi pongo è: qualcosa è cambiato? Sì, il DJ è salito del 12%,  ma oltre a questo? Nulla. Pensate a cosa potrebbe succedere se la stessa domanda se la ponessero gli investitori yankee. Down, down, down. Etn: IE00B8VZVH32
ALERION: ha riposato abbastanza.
EURO/$: come già vi ho scritto più volte, diffidate quando sono tutti concordi verso uno scenario (in questo caso la parità), spesso accade il contrario.
$/YEN: altro che SPREAD, è sempre questo il faro degli investitori. Per il lungo termine, segna ancora bel tempo.
 

10 maggio 2017

Panino e Listino: FINE CORSA, ALITALIA O WALL STREET? (Giovedì 11 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Duello finale al gran concorso per L'IRONIA, sono rimasti a gareggiare solo in due: Montezemolo e Vegas.
Imbarazzo della scelta, chi vince? 
Non c'è che dire, è una bella gara, un testa a testa. In fatto d'arguzia, la scelta diventa ancora più difficile.
Secondo Montezemolo, il fallimento di Alitalia ha un solo responsabile: IL PIANO INDUSTRIALE. Può arrivare anche Paperon de Paperoni, ma se Alitalia non cambia il piano industriale, il bilancio sarà sempre in rosso. Più o meno sono state queste le sue parole. Ho solo un dubbio, chi è stato negli ultimi anni nel Cda di Alitalia?
Provate a dare una risposta a caso.
Si potrà dire che Montezemolo in cda abbia combattuto e non fosse d'accordo con l'idea generale, può essere, ma ci sono sempre le dimissioni. Perchè non farlo e parlare solo ora?
Secondo Vegas, il bail-in così com'è non va bene e gli NPL non vanno "svenduti". Caro Vegas, benvenuto tra i terremotati della finanza e del risparmio italiano. Come dire, meglio tardi che mai, ma qui siamo oltre al ritardo, ormai siamo tutti sotto le macerie.
E' veramente un peccato, perchè anche le menti più brillanti del Paese, una volta in cabina di comanda, l'avaria diventa la prassi,  e non sempre si può arrivare all'atterraggio di fortuna.

Domani in Panino e Listino, il racconto delle elezioni francesi, la metafora delle portaerei e le possibilità di DECOUPLING. E i temi operativi? Tranquilli, quelli non mancano mai.

03 maggio 2017

Panino e Listino: PRIMA DI MONACO JUVENTUS, PARIGI VAL BENE UNA MESSA (Giovedì 4 Maggio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Prima di scendere a Montecarlo, per il grande evento, bisogna passare per Parigi, la capitale.
Ogni tanto lo devo ricordare, ma l'avete visto lo sfondo di questo blog? Com'è cambiato e da quanto è cambiato? Lo ricordate l'avvertimento sul Luna Park e sui titolini che sarebbero tornati a ballare?
Oggi, a distanza di mesi, nonostante Brexit, nonostante Trump e nonostante il Referendum Renzi e tutto il caos che solo la nostra politica riesce a creare, si sale, si vola, si euforizza, perchè persino i sassi oggi hanno le ali. Vi basta dare un'occhiata ai rialzi dei singoli titoli, non una, non due, ma anche a tre cifre. Persino le squadre di calcio, persino la Juventus, che meritatamente corre verso il TRIPLETE.
Ora è il turno della Le Pen, il prossimo nemico del toro. Vincerà? O perderà come da pronostici?
Io ho qualche dubbio, mentre su Trump ne avevo molti meno e voi siete testimoni, sulla Le Pen ne ho, dipende da quanto alta sarà l'affluenza alle urne, ma in ogni caso, dovesse anche vincere la Le Pen, ci saranno sempre le elezioni legislative di Giugno ad alzare la linea Maginot, perchè in caso di pericolo faranno la grande coalizione alla francese, e senza parlamento anche il Presidente della Francia, una repubblica presidenziale, ha ben pochi poteri e pochi muscoli per poter combattere.
Ed è questo uno dei motivi, come nel caso di Trump e Hillary, che mi fa pensare, vinca uno o l'altro, nel medio termine sarà ancora e solo Toro, rialzo.
Guardare al clima e non alle previsioni del tempo, questa è la mia filosofia. Conta poco sapere che tempo farà domani, se ci sarà pioggia, vento o sole, conta qual è il clima in cui ci troviamo, e l'attuale clima sui mercati, ieri come oggi e come sarà domani è un clima rialzista.
Per questo, anche in caso di vittoria della Le Pen, solo una sarà la cosa da fare: comprare.

Domani su "Panino e Listino" per i gloriosi reduci, il racconto del Nasdaq, quando eravamo ancora giovani.
E ora, via di corsa verso il Triplete. Sarà così? Intanto, vedo molte mani che prima erano esultanti, improvvisamente fiondarsi verso il basso.

19 aprile 2017

Panino e Listino: PRIMA DI BARCELLONE JUVENTUS, SE VINCE LA LE PEN CI LASCIAMO LE PEN (Giovedì 20 Aprile in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox



Stiamo vivendo una Primavera eccezionale, dicono oggi gli agricoltori. E' un vero peccato che non conoscano, o forse solo non ricordino i detti antichi. Tra questi c'è ne uno che dice "Marzo pazzo" e un altro forse ancor più calzante "ad Aprile non ti scoprire". Ecco la gelata dopo Pasqua, e poi dicono che i proverbi non servono più, anche nell'era 2.0 e nell'industria 4.0 all'alba di un mondo robotizzato, il proverbio saggio rimane scolpito nella pietra ad uso e consumo dell'uomo.
L'importante è ricordare e avere buona memoria. Memoria che non sembrava avere il pubblico presente ieri sera a "Di Martedì" il programma di Floris. Non credo fosse un pubblico dotato di buona memoria perchè a ogni intervento di Salvini seguiva sempre un'ovazione, e chissà cosa sarebbe successo se avesse parlato male dell'Euro e lodato la Lira. Le strutture dello studio gentilmente ringraziano, ci avete risparmiato una ristrutturazione.
Ora mi chiedo, nessuno di loro era in questo Paese nel 1992? Nessuno di loro ricorda che fine fece l'Italia e la Lira nel 1992? Vogliamo tornare a quello?
Non mi stupirei in caso di risposta affermativa, tanti sono quelli che oggi non temono rischi di conflitto e nè una possibile guerra. Una volta fatta, poi non si torna più indietro.

Vi lascio con "Panino e Listino" speciale BOND, scritto prima di Pasqua, nel pezzo di domani troverete una continuazione del tema.
Qui a destra troverete il nuovo sondaggio, in tema, visto che si tratta delle elezioni francesi. Vediamo se anche questa volta, come con Trump, questo blog ha il fiuto della volpe.
E ora, Barcellone Juve. Mi raccomando, ricordatevi di vendere i titoli della Juventus domani. Lo so che vinceremo, ma si vende lo stesso, ricordate i proverbi? Buy the rumors e sell the news, una volta che la buona notizia la conoscono tutti, si vende. Poi ovviamente, in vista del TRIPLETE, si ricompra.





LIBERO 13 Aprile 2017
“Mai dire Bond” dovrebbe essere questo il titolo della conferenza vista l’incursione dei monelli Gialappa’s e del rincorrersi degli allarmi sulle obbligazioni. Se non fosse che in Axa hanno trovato la formula per guadagnare senza rischiare ed è così che il risparmiatore “può dire Bond”.
La parola magica: “short duration”. Il loro obiettivo: farvi morire di noia, mantenere il capitale con un minimo di rendimento.
Prima di effettuare l’investimento è necessario capire cosa sono le obbligazioni, uno degli strumenti più utilizzati dagli italiani, ma tecnicamente poco compreso. Negli anni ‘80 era facile, si sottoscriveva il bot in emissione, durata a un anno anche meno, i tassi erano ricchi (sebbene falcidiati dall’inflazione), il risparmiatore incassava felice e alla scadenza successiva rinnovava lasciando in eredità al risparmiatore più giovane. Poi è arrivato l’Euro, i tassi sono scesi, il panorama obbligazionario è aumentato,  ma al tempo stesso si è fatto più complesso trovare un rendimento accettabile. Fino ad arrivare a oggi, dove ci troviamo prezzi bond alti e tassi zero virgola, l’incubo dell’investitore in obbligazioni. Dovete sapere che l’obbligazione è uno strumento composta da due variabili, il prezzo e il tasso che si muovono in direzioni inverse, se il prezzo scende i tassi salgono e viceversa. Facciamo un esempio: se l’obbligazione x viene emessa al prezzo di 100 con un tasso al 5%, accadrà che più il rendimento andrà sopra 5 e più il prezzo scenderà sotto 100 e il contrario.
Stando così le cose capirete che l’affare l’ha fatto chi ha comprato titoli di stato trentennali negli anni ’80, prezzi bassi e rendimento a doppia cifra garantito.
Oggi, come dicono quelli di Axa, ci troviamo in un mercato caro, prezzi molto sopra 100 (vedi il Bund a 160) e tassi rasoterra. Difficile muoversi, soprattutto con l’assillante allarme che presto i tassi saliranno. Cosa fare? Te lo dice Axa: “short duration”, comprare scadenze corte, rendimento minimo ma eviterai il rischio tassi.
Ma davvero oggi i tassi sono così pericolosi? Voi avete mai sentito di terremoti annunciati e poi realmente accaduti?
Nel frattempo irrompono le parole della Yellen, ormai decisa nel dare un cambio di velocità alla politica monetaria, per “stare davanti alla curva”, dice Lei. Una mossa che in passato ha sempre portato a nuove recessioni. Il “soft landing”, l’atterraggio morbido, è un desiderio simile a quella della pace nel mondo.
Complimenti ad Axa, al Salone del Risparmio si sono inventati una conferenza tecnica con le incursioni della Gialappa’s, credo che questo sia l’unico modo per far piacere la finanza.

PIAZZA AFFARI: Milano è in via crucis, la correzione è iniziata, come già anticipato dal campanello d’allarme di Marzo. Ma non credo sarà grave, da 19.500 si può già tornare in acquisto.
BTP: ma anche Bund e TBond, è in arrivo un sell-off generale.
NASDAQ: mi sembra l’indice messo peggio. L’Europa saprà resistere?
GEFRAN: un’altra stella, guardatela. Il mio sogno è scovare un titolo così, ma con la scuderia “paninoelistino” non credo di essere poi così lontano.