20 settembre 2017

Panino e Listino: DOPO LEHMAN NULLA SARA' PIU' COME PRIMA, MA PIU' DI PRIMA (Giovedì 21 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



20 Settembre, tramonto d'Estate, 9 anni dopo Lehman, anche se la data esatta sarebbe il 15, e siamo ancora qui.
Quanti sono rimasti? Quanti sono sopravvissuti?
Nulla sarà più come prima, dicevano, niente più guadagni facili, niente più Toro, niente più rialzi folli, dimenticate tutto, pensate solo alle macerie, alla depressione e ai pochi cocci, alle briciole, conservatele, non vi resterà altro per nutrirvi, solo l'aria pesante della depressione.
Nove anni fa quando in questo blog scrivevo "IO COMPRO", un'enorme e imperdibile occasione d'acquisto, venivo tacciato per mentecatto, il complimento più leggero era che non capivo niente.
Nove anni dopo siamo qui a raccontarcela, le cose sono andate ancor meglio delle previsioni, non solo è ritornata la moda dei guadagni facili, per molti ma non per tutti, soprattutto per i soliti noti, ma oggi il denaro te lo regalono, piove dal cielo.
E non è finita qui.

Domani su Panino e Listino il racconto di quel 15 Settembre 2008, com'è andata, i pericoli di ieri e quali sono i pericoli di oggi. Ovviamente tutto accompagnato dalla sala giochi dei titoli da comprare.
 

14 settembre 2017

Panino e Listino: 11 SETTEMBRE 2001 NIENTE SARA' PIU' COME PRIMA (Giovedì 14 Settembre in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Ore 15.03 (09.03 a New York) di Martedì 11 Settembre 2001, quel giorno me lo ricordo come ieri, me lo ricordo così bene tanto che vi ho indicato non solo data e ora ma anche il giorno della settimana.
Me lo ricordo così bene perché alcuni giorni prima, leggendo alcune previsioni di mercato mi era capitato di leggere qualcosa che sfiorava l'esoterismo e che indicava l'11 settembre come una data discrimine tra una reazione al rialzo e un nuovo ribasso.
L'11 settembre me lo ricordo bene, mi ricordo cosa stavo facendo in quel preciso momento, ero in casa mia, alla scrivania davanti al mio primo PC portatile, comprato a rate presso la mia banca, l'Ambroveneto e avevo aperto la mia prima piattaforma di trading, Intesatrade, ve la ricordate? Vi ho aperto un mondo che avevate chiuso e dimenticato.
Avevo acceso la televisione e su canale5 trovavo il viso di Mentana, le maratone avevano inizio, il viso era preoccupato, dietro di lui una delle torri in fiamme, si vaticinava di errori, l'attentato ai tempi questo sconosciuto era un'ipotesi remota, impareremo a conoscerlo in seguito.
Me lo ricordo bene l'11 settembre, credo che ognuno di voi lo ricordi, per qualsiasi persona è un evento che rimane indelebile nella mente, figuriamoci per chi aveva persone care coinvolte, ma anche per chi lavorava sui mercati che la tragedia l'ha vissuta nel proprio portafoglio.
Era il mio primo battesimo del fuoco, non tanto per il ribasso, erano ormai 6 anni che vivevo di mercati, il panico l'avevo già conosciuto, ma qui c'era anche l'aspetto emotivo, un'emozione che mi aveva per qualche attimo messo in crisi. Non i miei clienti, chiamati dopo qualche minuto, li avevo già trovati pronti a comprare. Un atteggiamento che con il passare del tempo i mercati avrebbero smussato, perché se non sei forte i mercati prima ti logorano e poi ti spazzano via, come un fuscello al vento.
Il giorno successivo me lo ricordo bene, mi ricordo i titoli dei giornali che tra l'altro avevo conservato (poi a malincuore buttati), urlavano paura, ma tra gli esperti c'erano come al solito solo voci rassicuranti, era un'occasione per comprare, bisognava mantenere i nervi saldi, e cose di questo genere il solito refrain.
Per tutti era una variabile nuova, Taleb lo chiamerà "cigno nero", l'instabilità e l'insicurezza erano le malattie che successivamente avrebbero contagiato il mondo, reale è quello dei mercati e di investitori.
In verità per chi a quel tempo aveva già accumulato un po' di esperienza sapeva che sotto le 2 torri non c'era nulla di nuovo, ma era semplicemente la coda velenosa di quella grande bolla scoppiata un anno prima, nel Marzo del 2000. I mercati stavano semplicemente cercando una scusa per continuare la discesa, la trovarono in quella tragedia, un graffio dell'orso feroce che dopo successivi rimbalzi, nel 2002 fece emergere scandali contabili (ricordate Arthur Andersen, Enron, Adelphia?) che portarono l'indice a trovare un minimo tra l'Ottobre del 2002 e il Marzo 2003, quando le prime bombe in Iraq diedero energia al toro per ripartire in mezzo a uno stupore collettivo. È la borsa Signore e Signori.
In soli 2 anni la vita di molti o di tutti era già cambiata totalmente, stravolta, molti avevano abbandonato e come in un matrimonio il divorzio dai mercati e dai propri risparmi era compiuto.
Nel mio mi ero rifatto una vita con il mio personale studio sulla futura svalutazione del Dollaro, ma questa è un'altra storia.
E mentre il mondo intero era distratto dal panico della caduta dei mercati e dalla paura di un nuovo mondo sconosciuto, c'era qualcosa che di tutto questo non trovava difficoltà ma aiuto, ed erano il mercato immobiliare che non arretrava e il mercato obbligazionario che volava. I successivi tagli dei tassi del Maestro Greenspan che consentì agli USA di vivere una recessione leggera, alimentarono il mostro che impareremo a conoscere solo nel 2007, quello immobiliare, e il mostro invisibile dell'obbligazionario che tutt'ora, 16 anni dopo ci accompagna, ancora senza farci troppa paura.
11 settembre 2001, voi dove eravate?


Domani su Panino e Listino, l'11 Settembre visto in maniera operativa, com'eravamo e come siamo oggi, più i titoli, i cavalli di battaglia della rubrica. 

30 agosto 2017

Panino e Listino: PYONGYANG, L'URLO DI KIM YONG-UN TERRORIZZA L'OCCIDENTE, MA SOLO L'EUROPA (Giovedì 31 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, come lo vogliamo chiamare l'ultimo movimento? "Kim trade"? "Kim bump"? "L'urlo ribassista di Kim"?
I titoli che faranno i giornali e le notizie che daranno i Tg già li conosciamo, abbiamo qualche ruga e qualche cicatrice, tracciate come grafici sul nostro corpo, per sapere con largo anticipo quale sarà l'atteggiamento degli organi di informazione. Tutta colpa di Kim se le borse scendono.
È davvero così?
Fino a ieri sera, la situazione con la Korea del Nord sembrava anestetizzata e tranquilla, fino alle 23.30 quando un missile nord coreano ha lambito il nord del Giappone. Da quel momento, futures sulle borse in picchiata, Yen bene rifugio primario (anche se come giustamente dice qualcuno è strano che salga la moneta del paese che in questo momento è in "pericolo") e forte l'Oro, il copione è sempre lo stesso, movimenti che giustificano gli eventi.
La borsa fino al pomeriggio di ieri aveva vissuto sonnacchiosa, finché è arrivato il brusco risveglio. La quiete prima della tempesta?
Non proprio perché già dal pomeriggio e dai giorni precedenti un certo nervosismo si era percepito, un Euro che si rafforza è un bel segnale per l'Europa e per la sua economia, un Euro che si rafforza violentemente complica le cose, complica i piani monetari di Draghi, complica i piani in tema di inflazione e crescita (l'aumento della valuta equivale a una stretta monetaria cioè a un rialzo dei tassi d'interessa), frena le esportazioni uno dei motori dell'Europa ed è un segnale sintomo di rientro dal rischio.
Ma è un'altra ancora la spia di un forte disagio ed è l'aumento dell'Euro accompagnato dallo schiacciamento verso lo zero dei tassi sul Bund. Questo significa che comprando Euro i capitali arrivano in Europa, bene, ma vengono parcheggiati nel luogo più difensivo, il Bund che ad oggi da rendimento zero. Pur di non rischiare, non guadagno.
I segnali di tensione erano già nell'aria, i missili di Kim hanno semplicemente dato una spinta ad un orso svogliato. Sarà solo un graffio, o sarà vero appetito al ribasso?

Un appetito ribassista che sembra aver voluto colpire solo l'Europa, perchè in tarda serata gli indici a Wall Street hanno recuperato tutto, e oggi replicano in positivo.
Dunque Kim fa paura, ma solo all'Europa, verebbe da dire, o forse a far più paura è la rivalutazione dell'Euro? In Germania forse la risposta ce l'hanno.

Domani su Panino e Listino l'apertura di Settembre, il "bank holiday" e il ritorno alla piena operatività con molti, molti temi operativi. Estate Bollente? Chi l'ha vista. 

23 agosto 2017

Panino e Listino: GREAT WALL E FCA, IL TOPOLINO DI MAO MANGIA IL GATTO MARCHIONNE? (Giovedì 24 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Fca e Great Wall, la riproduzione della frase di Mao (e di Confucio) ai giorni nostri, quella del gatto, di qualunque colore sia che deve in tutti i modi prendere il topo.
La frase, tradotta con i valori di oggi diventa più o meno così: non importa quanti soldi servano, l'importante è comprare e conquistare più aziende estere possibili.
La differenza è che questa volta, se prendiamo come parametro i fatturati, a fare la parte del gatto è l'Italia (Fca 131 mld) mentre il topo è cinese (GW 15 mld), un topolino che si fa forte perché alle sue spalle ha un dragone a difenderlo.
Può essere che l'Italia riesca a perdere una partita con tale dislivello di forze?
Scorrendo le scellerate svendite che costellano gli ultimi 20 anni d'impresa del nostro paese, sì è possibile.
È possibile che l'Italia perda e si privi di un altro gioiello.
Gioiello italiano, che poi la Fca si può ancora definire italiana?

Per gli analisti oggi l'intero gruppo Fca vale 50 mld, mentre attualmente capitalizza solo 17,70mld meno di quanto dovrebbe valere il brand Jeep.
Se il titolo che oggi quota 11,80 è a sconto, chissà cosa dovevano pensare gli analisti a Gennaio quando batteva meno di 9€. E come mai nessuno ha gridato al l'occasione ma si sono sentite solo grida di paura?
Sono sicuro che ognuno di voi conosce già la risposta.
Ecco cosa avevo scritto nel Gennaio 2017, quando il titolo crollava in un giorno del 16%, sceso fin sotto 9€ e quando gran parte della stampa e dei media informavano di un nuovo "dieselgate" ipotizzando addirittura di un fallimento FCA.

Cliccate qui: FCA dieselgate, rischio fallimento o semplice correzione?
Un pezzo rimasto senza commenti, lanciato nel vuoto, inascoltato, ma che oggi a distanza di mesi forse qualcosa vale.


Su Panino e Listino in edicola domani su Libero, qualche altra cosa su FCA (per me rimarrà sempre Fiat), su Mario Draghi, sulle Banche Centrali e Jackson Hole, sulla correzione sempre più vicina e sulla crisi, vista dal luogo del delitto, vista da Barcellona.

02 agosto 2017

Panino e Listino: NASDAQ, FAANG SBANG? (Giovedì 3 Agosto in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Buonasera cari fedeli affezionati,  avete visto cos'è successo giovedì scorso? Il rialzo sembrava veleggiare nella solita bonaccia, quando nella consueta ora aperitivo l'happy hour si è trasformato in horror hour. Le inversioni arrivano così, all'improvviso. Il Nasdaq da quasi più 1% è scivolato a -1,50% e poi recupero finale. Per me è la pietra tombale. E Milano? Continua a reggere, vuoi vedere che si è fatta il vaccino contro ogni ribasso? Milano potrà continuare a galleggiare grazie all'effetto trimestrali e allo strascico dei buoni dati economici che segnano ripresa, ma è piena Estate anche sui listini, l'aria è calda e rarefatta, il rialzo boccheggia. La correzione è iniziata, a questo rally hanno già preparato anche la lapide. Se il Toro riuscirà ad annullare anche questo tentativo  allora vorrà dire che non scenderemo mai più. 
 

Domani, Giovedì, ovviamente è il giorno di Panino e Listino. Sì, anche d'Estate, anche in questa torrida Estate, in città, al mare, in montagna, in ufficio o in spiaggia, nelle roventi edicole, quelle poche aperte, troverete Panino e Listino ricco di operatività, Panino e Listino stracotto che punta tutto al ribasso, verso la correzione, verso un'Estate bollente a temperature molto elevate. Il Dow Jones intanto ha appena chiuso a 22.000, obiettivo raggiunto e ora, da qui, si va giù.


26 luglio 2017

Panino e Listino: 26 LUGLIO 2012, 5 ANNI DOPO ANCORA SUPER MARIO DRAGHI (Giovedì 27 Luglio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



"Within our mandate, the ECB is ready to do whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough" era il 26 Luglio 2012, 5 anni fa esatti, Mario Draghi pronunciava le parole che resuscitavano il continente Europa.
Euro, Italia, Btp, Spread, Borse, è come se Mario Draghi (poi diventato Super Mario) avesse detto: alzatevi e camminate, anzi, iniziate a correre.
Così è stato, da allora Milano è quasi raddoppiata, e anche allora, come oggi, le voci di un fallimento del sistema erano ricorrenti, ma allora come oggi, non è successo nulla, se non un susseguirsi a ripetizione di occasioni mancate.
Mario Draghi è per i mercati il nuovo Alan Greenspan, l'ho sempre scritto e nessuno me lo toglierà dalla testa, e come 20 anni fa pensavo che finchè c'era Alan Greenspan ogni correzione  era da comprare a occhi chiusi, così oggi lo penso con Mario Draghi.
Nel 2012 Milano viaggiava in zona 12.000 con il rischio di finire su livelli visti solo nei momenti peggiori della Lira, oggi siamo a 22.000, quasi il doppio in 5 anni, ma ancora la metà rispetto a 10 anni fa esatti. Ritorneremo lassù?
Finchè c'è Super Mario Draghi c'è speranza.
In quell'Estate, mentre Mario Draghi pronunciava quelle magiche parole rianimando il malato Europa, Giorgia scalava le classifiche cantando questa canzone, e come al solito qui su Panino e Listino, qualche punto in comune tra Musica e Mercati Finanziari, siamo riusciti a trovarlo.

Domani in edicola "Panino e Listino" tutto operativo, contenti?

05 luglio 2017

Panino e Listino: SUCCEDE ANCHE AI MIGLIORI, E' SUCCESSO ANCHE A VASCO (Giovedì 6 Luglio in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, avete visto la foto?
Come avrebbe detto il povero Paolo Villaggio, l'investimento in Chl è stato una cagata pazzesca!
Dopo Sopaf e Mps un altro scheletro si aggiunge al mio armadio, ma mentre nei due casi precedenti non si trattava di inadempienza o scarsa preparazione bensì di colossale inganno, in quest'ultimo caso la colpa è mia e solo mia e della mia testardaggine. Mia colpa mia colpa mia grandissima colpa.
Per come vedo io i mercati, sbagliano quelli che dicono di non innamorarsi di nulla, non siamo robot, per me la Borsa è anche romanticismo, un contorno che avvolge tutto quanto di lecito o illecito succede dentro la grande foresta incantata, tutti quelli che entrano nel labirinto sanno già che potrebbero uscire vincitori come non uscire mai. Ognuno di noi si innamora di qualcosa, negli anni novanta mi capitò con CIGA Hotels,Sopaf, Bipop e mi andò bene, così all'inizio della bolla andò benissimo con Seat e Tiscali, anche se ad essere sinceri in quel periodo chi sbagliava?
Come andò molto bene con tanti altri amori ora dimenticati, ma come sapete bene le guerre, anche quelle trionfali, non sono fatte di sole battaglie vinte. Prima di Vittorio Veneto ricordate sempre che ci fu Caporetto.
Su Chl che era una Caporetto o peggio un accerchiamento nello stile della battaglia di Maratona con conseguente fuga dei piccoli investitori spaventati, l'avevo capito quando andai alla presentazione di FarmaChl e dei nuovi prodotti, dopo aver assistito alla conferenza e alla prova del prodotto (una grande farsa preparata ad arte, probabilmente con l'uso di comparse) mi dissi, ma davvero può avere successo l'ossigeno terapia?
Peggio ancora dopo aver intervistato il presidente del gruppo il cui nome non voglio nemmeno pronunciare, la mia estrema sensibilità mi mise subito in guardia da una persona dall'aspetto e dallo sguardo poco affidabile, mi sentii come Pinocchio circondato dal gatto e la volpe, ma impersonati da un solo uomo.
Il mercato è fatto anche di queste frequentazioni, non è la Caritas, bisogna essere capaci ad evitare le trappole lungo il percorso degli investimenti, purtroppo questa volta sono caduto.
Avrei dovuto ascoltare quella voce, una volta ancora mi illusi, pensando alla piattaforma della società, mi illusi che potesse essere un oggetto di contesa per i grandi gruppi, e la distribuzione sparsa in tutta Italia che poteva fare comodo a qualche nuovo operatore non dotato di struttura fisica.
Un deal, era questa la mia illusione, Chl, una delle poche creature del Numtel capaci di sopravvivere allo sboom, sarebbe dovuta finire con un'Opa tra le braccia robuste di qualche Big capace di valorizzarla.
Ora è arrivata la notizia, sembra che la parola data dai soci di maggioranza non sarà mantenuta, il pensiero corre alla rabbia e alla delusione degli azionisti e di quelli che hanno creduto a quanto scrivevo. Gli errori fanno parte del mestiere, però sono duri da digerire.
Ora è da vedere cosa succederà, non è detto che finalmente qualcuno possa prendersi tutta la torta a prezzi stracciati.
Per quanto può valere mi scuso per questo grave errore, ben sapendo che tutto è sempre rimediabile, perché come diceva il grande Peter Lynch andare al ribasso ti permette di fare al massimo il 90% di guadagno mentre al rialzo il potenziale è infinito. Così è negli investimenti, bisogna essere consapevoli che non tutti gli investimenti possono andare bene, capitano anche i "cigni neri" o la collezione di scheletri nell'armadio, ma mentre in un eventuale fallimento si perde il 100% di quanto investito, sulle operazioni a buon fine come dimostrano i casi Clabo, Be e altri, il moltiplicatore è infinito. Ci riscatteremo.


Domani su Panino e Listino, sempre che a qualcuno ancora interessi, visto che secondo il Corsera i blog sono morti, troverete il consueto aggiornamento trimestrale delle "10 di Buddy Fox 2017".
 

29 giugno 2017

Panino e Listino: DEAD NASDAQ WALKING, ESTATE BOLLENTE (Giovedì 29 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 




Mi hanno detto che ho anticipato troppo, perchè sono ormai 2 mesi, da prima dell'elezioni di Macron che ripeto la mia visione al ribasso sulle borse. Ribasso, come correzione, intendo precisare per anticipare le critiche future.
SELL, l'ho scritto troppo presto? Ditelo a quelli che sono rimasti dentro la BOLLA Tecnologica del 2000, solo un anno dopo, non solo avrebbero preferito uscire molti mesi prima, ma addirittura non avrebbero voluto mai essere entrati. 
Il tempo è sì una variabile importante, ma anche il prezzo ha il suo peso. Succede sempre che quando entri al ribasso, basta una notizia, un piccolo rialzo per farti vacillare, il mondo è come prima, ma quando sei al ribasso sembra sempre che da un momento all'altro debba partire una nuova euforia e d'un botto Milano torna a 50.000.
"Mai dire ribasso" perchè il lettore ti perdona sempre una perdita quando è posizionato al rialzo e per un qualsiasi motivo la borsa crolla, ma mai, mai ti perdona se la perdita è perchè sei al ribasso e la borsa sale.
Su Panino e Listino in edicola oggi "Don't cry for me Argentina", la memoria del 2001 e la nuova vita con Macrì. Mi raccomando, prima di investire, una visita da Papa Francesco, può essere molto utile. E i "Matusalem Bond" i titoli di coda di questa grande e lunga BOLLA BOND.
Per finire, Nasdaq, ancora Nasdaq e Piazza Affari. Estate bollente?


LIBERO 15 Giugno 2017

La mattina del 10 Marzo 2000, l’indice Nasdaq toccò il livello di 5.132 punti per poi chiudere a 5.048, per molti fu un semplice ribasso, gli investitori di tutto il mondo erano sereni, pieni di fiducia per non dire euforici. Il mondo del risparmio era grato al Nasdaq per quanto aveva saputo regalargli, un sentimento granitico, resistente  anche alle prime picconate avvenute nei giorni successivi e che avevano portato l’indice a perdere il 35% in meno di due mesi. Una fiducia mantenuta a lungo, ogni tentativo di salita era motivo di speranza. Non avevano ancora capito che un mondo era finito, boom, la bolla era scoppiata, ma erano tutti sordi.

Pochi lo intuirono, in Italia Elserino Piol  e Francis Micheli, il venture capitalist sganciò in tempo Tiscali, la volpe di Piazza Affari piazzò E.Biscom e si comprò un veliero. Questi due geni oltre al talento avevano una cosa in più: l’esperienza, e la usarono nel miglior modo. L’avevano capito anche Blodget, Meeker e Quattrone, gli idoli di quell’epoca, non avevano l’età per l’esperienza, ma erano i direttori d’orchestra, servivano agli investitori carne guasta, facendola passare come di prima scelta.
La prima bolla è come la prima volta, non capisci nulla, non senti nulla, poi scoppia e  arriva la delusione e pensi che sia tutto marcio, brutto, inizi ad aver paura di ogni cosa. Il tempo poi passa e guarisce, molte volte cancella. Così si arriva a oggi, a prima di venerdì 9 Giugno, quando l’ode al Nasdaq era ripartita, un rialzo ininterrotto che invoglia a comprare senza chiedersi il perché. Finché arriva impietosa la correzione, maleducata, non avvisa mai per tempo. Ed ecco che il fantasma del 2000 si ripalesa. Bolla di nuovo? Se ti scotti con l’acqua calda, poi hai paura anche della fredda. Se può rassicurare, 17 anni fa seguendo il suo motto “non compro ciò che non conosco” Buffett rimase alla larga da quell’euforia, oggi le Apple invece le compra, e lo fa anche dopo un rialzo del 1.000%.
Lunedì 12 Giugno, mentre Amazon e Apple continuano a diversificare i loro affari, mentre Tesla si lancia nell’auto del futuro, una nuova asta di Bot in Italia viene assegnata a tasso negativo. Sicuri che la bolla sia in Silicon Valley?
PIAZZA AFFARI: obiettivo sempre 19.500. Se parte verso 22.000 non inseguirò, per me può andare. Io ti aspetto qua.
BE: attendo 0,80, senza patemi e senza fretta.
AMPLIFON: c’è chi insegue titoli che salgono anche del 400% tipo Safe Bag e poi si prende la randellata, e c’è chi come Tamburi che dopo aver pazientato qualche anno, ora che ha moltiplicato il capitale, vende e ringrazia. Quale modello operativo preferite?
NASDAQ:  fino a pochi giorni fa andare contro il Nasdaq era come scontrarsi con Ivan Drago, provavi lo short e facevi la fine di Apollo Creed. Ma venerdì da Goldman è arrivato il colpo alla Rocky. Ora il Nasdaq Ivan Drago è ferito ed ha paura.   Il volo del Nasdaq è entrato in una fase di grandi vuoti d’aria. Prepariamoci a un’Estate bollente. FAANG (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) sbang?
 

21 giugno 2017

Panino e Listino: PIOGGIA DI PIR PER UN'ESTATE BOLLENTE (Giovedì 22 Giugno in edicola su Libero)



email: paninoelistino@gmail.com Pubblicato da Buddy Fox 



Buonasera, vedo che nonostante le mie interminabili assenza, qualcuno a tener vivo questo piccolo blog c'è ancora.
Grazie, di questo vi sono grato.
La fedeltà merita incoraggiamento e merita lodi e premi.
Quello che posso fare è riportarvi uno dei miei ultimi pezzi, risparmiandovi il costo della carta e la ricerca di una delle ultime edicole presenti in questo Paese. Se poi quello che trovate scritto è anche utile, valutatelo voi.
Posso solo dirvi che in questo numero, molto speciale, c'è un grande ospite di prestigio, quantomeno nazionale.
Buona Estate. Sarà tutta da vivere.
Domani su Panino e Listino l'Italia che ha rischiato il 1929 e ovviamente i temi operativi per l'Estate bollente. Solo per i guerrieri, i coraggiosi che ancora vanno a caccia nelle edicole calpestando l'asfalto incandesciente.

LIBERO 25 Maggio 2017

L’effetto Pir a Piazza Affari è paragonabile alla Pianura Padana irrigata dal Mississippi.

Alessandra Gritti, un fiore gentile nell’aspetto, appena apre bocca è una centrale termonucleare di idee e di sapere. Sui Pir è fulminea, sono una grande occasione, ma senza un aumento dell’offerta (incremento delle società quotate) si rischia di trasformare l’opportunità  in un episodio di euforia effimera.
Alessandra Gritti (AD di Tip) esperta del settore moda, o meglio grande conoscitrice del settore lusso, il fiore all’occhiello dell’Italia, che in borsa è ben rappresentato da Moncler, Ferrari, Ferragamo, aziende che Lei considera un “Unicum”, uniche nel loro genere. L’aristocrazia di Piazza Affari, un settore molto sottovalutato, incompreso dagli investitori le cui stime continuano a rimanere prudenti. Questo accade, dice la Gritti, perché gli analisti usano ancora “metodi antichi” di valutazione. Pensate al calcio oggi, una Juventus in Champions, con stadio di proprietà, vale molto di più di un pur prestigioso Milan che è fuori dalla coppa e non ha lo stadio. La Juve è un “Unicum” nel calcio italiano, così  Moncler dovrebbe avere valutazioni da griffe mondiale. Gli analisti si dovranno ricredere, ma i prezzi saranno già molto più su.  Purtroppo le scarse valutazioni sono anche un problema di pregiudizio stantio nei confronti dell’Italia, un’etichetta che Tip sta cercando di cancellare. I Pir, se usati bene, potrebbero dare il colpo di spazzola.   
Avete presente cosa potrebbe accadere se al posto del Po, nella Pianura Padana ci fosse il Mississippi? I campi, invece che beneficiarne, si allagherebbero. Bisogna aumentare il terreno coltivabile, tradotto bisogna aumentare l’offerta. Non commettiamo lo stesso errore fatto con il Numtel nel 2000.


Quella dei PIR per Milano è l’occasione  per una bella smacchiata, e per trasformare la paura della Brexit in un’opportunità.


PIAZZA AFFARI: lo ripeto, un conto sono le coperture, un conto sono i singoli titoli che sono la maggioranza del portafoglio. Sugli indici io resto short.
TAMBURI INV: abbiamo la nostra Berkshire, manca solo il weekend a Omaha (nel nostro caso in una città italiana). Non sapete dove investire? Lasciate perdere i fondi, comprate Tip, avrete un portafoglio diversificato che comprende il meglio dell’Italia. Tip, il migliore amico dei propri azionisti, un investimento a 5 anni ha dato un ritorno medio del 50% annuo. Un amico che vale un tesoro.
CLABO: promessa mantenuta, ho trovato la nostra Gefran! +520% da inizio anno +280% dal mio prezzo d’acquisto. Abbiamo bruciato tutte le tappe. Ora, i cassettisti devono tenere, ben sapendo che faremo su e giù ampi, chi vuole portare a casa per comprare più basso, ci pensi. A questi prezzi non si compra.
DIGITAL M: l’altra nostra perla. Bel cadeau il warrant. La tentazione di vendere, dopo un +200% in 4 giorni è grande. Il mercato è diabolico, ma si deve resistere e aspettare la gallina.
ECOSUNTEK: qui il PIR rischia di diventare doping. Occhio che a questi prezzi volano gli sberloni.